Securiteam: disclosure of the week, e altro

Qui e qui due brevi ma ottimi esempi di come la pubblicazione delle vulnerabilità avviene ancora in modo tutt’altro che cristallino. In particolare, vorrei sottolineare la pratica di modificare “al volo” documenti già pubblicati. Il problema è molto più generale. I documenti pubblicati sul web, anziché stampati, sono molto più effimeri, non solo nella loro esistenza, ma anche nel contenuto. Lo stesso documento può cambiare da un giorno all’altro, per correggere un errore ma anche per far sparire un’informazione scomoda. Mentre con i documenti stampati una modifica comporta la stampa di un nuovo documento, che quindi non cancella la copia di quello vecchio eventualmente in possesso di terzi, l’effetto del web e dell’uso dei link è che le tracce delle informazioni scomode spariscono rapidamente, specialmente adesso che motori di ricerca e simili cominciano ad essere disponibili a cancellare anche loro le informazioni dalle proprie memorie. Effetto delle norme sulla diffamazione, soprattutto. Me ne sono accorto rivedendo un documento sul Trusted Computing che avevo abbandonato per qualche tempo. La mia prima preoccupazione è stata che alcuni rifeirmenti che avevo inserito tempo fa potevano dire adesso tutt’altro; per fortuna non è stato così. Comunque, ormai scripta volant.

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