OpenCRS

Da un articolo di Wired: il Congresso degli Stati Uniti commissiona ogni anno un gran numero di documenti informativi sui temi più vari. Questi documenti non sono pubblici, ma c’è chi ritiene che dovrebbero essere tali. Comunque sia, un certo numero viene pubblicato su OpenCRS. Non vi fate fuorviare dalle date, molti vengono aggiornati. Mi sono guardato quello su “Internet: An Overview of Key Technology Policy Issues Affecting Its Use and Growth” e, se lo devo pensare indirizzato ad una persona senza una cultura specifica, mi sembra fatto molto bene. Questi documenti quindi non sono interessanti per il campo in cui si è competenti, ma per avere qualche informazione e dato senza dover perdere troppo tempo su altri argomenti. Che è poi il motivo per cui vengono prodotti, direi.

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Creeping featurism, a volte (spesso) ritornano

Poco più di un mese fa notavo come la tendenza a riempire di “feature” le cose che potrebbero essere semplici aumenta i rischi di difetti e quindi di vulnerabilità. Prendevo come esempio phpMyFAQ. Giusto per darmi una mano, oggi salta fuori un’altra vulnerabilità. Da Secunia.

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Quanta strada ancora da fare…

Leggo questa notizia ANSA: Scaduto 41 bis per boss ergastolani, e il mio spirito di informatico si ribella, naturalmente subito dopo quello di cittadino.  Il problema è che la scadenza sembra essere stata notata dopo che era passata, e non quando ci sarebbe stato il tempo per agire preventivamente. Il mio spirito di informatico si ribella perché questi sono i classici “problemi banali” del tecnologo: basterebbe attivare un allarme associato al campo “data di scadenza” del provvedimento che, quando scatta, porta il provvedimento all’attenzione del ruolo competente. No, non sono impazzito e non vivo fuori dal mondo 😉 Come dicevo, è il mio spirito di informatico che mi fa vedere come semplice questo problema. Subito dopo prevale la “ragionevolezza”: di semplice non c’è niente, nelle aziende e soprattutto nella PA. E in effetti, appena ci penso un attimo mi vengono in mente i molti problemi che possono sorgere, e soprattutto vedo il mare di foglietti, faldoni, lettere e marche da bollo. Vedo il mare di corrispondenza cartacea che ancora gira e che, anziché diminuire, continua ad aumentare, perché contnuiamo a produrne di nuova. Poi mi vengono in mente i tanti database proprietari, applicazioni dai formati strani e protocolli incomprensibili, che si continuano a diffondere grazie anche al fatto che è più facile costruire (e pagare) una soluzione completamente personalizzata piuttosto che cambiare qualche regolamento o addirittura qualche abitudine…

E non che noi informatici siamo immuni dal problema: anche noi siamo pieni di problemi che hanno una soluzione banale e che non applichiamo: quanti sono gli informatici che tuttora si perdono i dati perché si guasta un disco?

Quando penso a queste cose, mi viene da pensare sempre che se anche ci fermassimo completamente, e non producessimo più un solo strumento nuovo o innovativo,  avremmo di che lavorare con quello che abbiamo per molti e molti anni prima di averne  esaurito le potenzialità. Certo, l’innovazione serve, ma soprattutto c’è da lavorare, e tanto. Ogni tanto mi viene il dubbio che la continua disponibilità di soluzioni “più nuove” e migliori sia un danno, perché ci fa perdere l’attenzione al fatto che il primo problema è rendere “tutta” l’informazione accessibile e trattabile, in formati aperti.

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