Ancora sullo spionaggio dalla Cina

Questa volta l’allarme viene da una fonte un po’ più autorevole, “Elmar Remberg, deputy chief of the Federal Office for the Protection of the Constitution (Germany’s domestic intelligence agency)”. Un articolo da Deutsche Welle. Impressionante questa affermazione:”Current studies show that around 40 percent of German companies fall prey to industrial espionage.” E tuttavia, un’affermazione così forte non corredata da dati e fonti mi crea comunque un po’ di diffidenza. Ma certo, rimane impressionante.

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Sicurezza di Hushmail

Hushmail è un servizio del quale non mi sono mai interessato. Forse perché l’idea che la cifratura delle mail sia un servizio in outsourcing mi è sempre sembrato un controsenso, specialmente considerando la facilità con cui è possibile realizzarlo in casa. Al più, posso capire la PKI in outsourcing, che invece può essere complicata. Comunque sia, a quanto pare effettivamente il servizio non è così sicuro. Certo, si può dire che le mail sono state consegnate solo alle autorità, ma una volta che i canali di accesso ai dati ci sono, la sicurezza è molto più difficile da mantenere. Le nostre vicende domestiche con Telecom insegnano…

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Chi è il bravo IT Manager?

Un articolo “divertente” su Punto Informatico. Peraltro, si vede che è scritto da un informatico, contiene alcune convinzioni tipiche dell’informatico, come quella che gli altri abbiano paura dell’informatica; in realtà, di solito dell’informatica non frega niente, casomai quello che fa paura è l’informatico 😉 Comunque, l’articolo involontariamente dice una cosa corretta, che invece doveva probabilmente essere una battuta. Qualche tempo fa sono stato a una giornata di studio sul governo dell’IT, durante la quale c’era stato un intervento di ottima qualità di un docente della Bocconi che si occupava appunto di questo tema. Nella pausa gli ho chiesto cosa pensasse dell’idea, comune in questo periodo, che il Manager IT debba essere più “propositivo” per quanto riguarda le possibilità di sviluppo del business aziendale. La risposta è stata più o meno: “Quella è una storia che si racconta al manager IT per farlo contento, in realtà se fa quello che gli viene chiesto senza creare problemi è già tanto. Ci sono altre persone pagate per avere queste idee”. In pratica, il buon manager IT è quello che non fa casini. Devo dire che lì per lì ci sono rimasto male, però in parte capisco. Del resto, essendo lui una persona specializzata nel settore, non posso neanche pensare che l’affermazione derivi dalla mancata comprensione di come funziona l’IT. Bisogna anche dire però che spesso i vertici aziendali pianificano “senza l’IT”, immaginando che i sistemi informativi implementino e si adattino automaticamente a qualsiasi evento. Più volte mi è stato citato il caso di aziende che hanno pianificato fusioni e cessioni senza neppure considerare tempi e budget per adeguare i sistemi informativi. In questi casi, “non creare problemi” vorrebbe dire avere la bacchetta magica…

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