Dati sul voto 2006 in USA: ognuno ha la sua misura

Questo articolo di Wired parla di un rapporto stilato in riferimento alle elezioni USA del 2006. In particolare, si riferisce ad un dato definito interessante, ma che invece definirei allucinante: il numero di voti “votati ma non contati”. Per inciso, i voti contati vengono indicati come “votati o contati”. L’autore dell’articolo apparentemente non coglie la sottigliezza, dato che ci potrebbero essere dei voti contati ma non votati 😉 Quando avrò tempo mi leggerò tutto il rapporto, ma per ora vorrei mettere in evidenza alcuni numeri tratti dall’articolo. Prendiamo il caso della California. Ci sono stati in tutto circa 9 milioni di voti su una popolazione di 33 milioni di persone. La percentuale bassa non è strana: secondo il rapporto, su circa 300 milioni di abitanti negli USA, solo due terzi sono cittadini in età di voto (esclusi quindi immagino quelli che non hanno la cittadinanza) e di questi solo 80 milioni sono effettivamente andati a votare, quindi la California è nella media. Di questi 9 milioni di voti, meno di 6 milioni sono stati “di persona”. Ci sono voti per corrispondenza, ad esempio dall’estero. In California, 400.000 voti non sono stati contati. Da quello che ho capito, vuole dire che è stato registrato che la persona si è recata al seggio per votare, ma alla fine le persone che hanno votato non corrispondono ai voti conteggiati dai sistemi per il voto elettronico. In California, 400.000 voti non sono stati conteggiati. Qui viene la parte interessante: l’autore dell’articolo dice che la cosa appare “meno grave”, dato che si tratta solo del 5% dei voti. Se penso alle discussioni che faccio su come gestire un 3% di schede nulle con percentuali di votanti quasi doppie, o a cosa succederebbe in Italia se risultasse che in una regione si sono persi il 5% dei voti, mi verrebbe da sorridere. Poi vado avanti e capisco: nell’Illinois, quasi il 25% dei voti non è stato contato. Quasi non ci credevo, ma la tabella a pag. 38 del rapporto mi sembra chiara. E noi da questi dovremmo imparare qualcosa sul voto elettronico.

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Ancora numeri curiosi sulle frodi

Continuo a vedere numeri che mi sanno di FUD. Secondo questo articolo, ” Web-based commerce in the UK is now a £30bn industry”: il commercio elettronico via web è un mercato da 30 miliardi di sterline in UK. Con 60 milioni di abitanti in UK, fanno 500 sterline a persona. Subito dopo, dicono che ” Neate, who was a police detective for 30 years, estimates that £875 per person, per year is lost to fraud” Ogni anno vengono perse per frodi online 875 sterline a persona. Diciamo che, come minimo, si sono espressi male… 😉 Anche a limitare la valutazione delle frodi a 875 sterline per adulto, metà del mercato del commercio elettronico sarebbero frodi 🙂

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Tortura e intelligence

A quanto pare dei nastri che mostravano interrogatori al limite della tortura (e forse dalla parte sbagliata del limite) da parte della CIA sono stati distrutti. L’articolo sembra sottolineare che con quegli interrogatori sono state raccolte informazioni importanti. L’accento sulle informazioni raccolte mi preoccupa. È ovvio che la tortura permette di ottenere più informazioni, ed è ovvio che è utile avere informazioni sugli episodi e le minacce più gravi. È proprio in questi casi che si pone il problema etico o morale della tortura, non certo per le banalità. Se un paese ha deciso di non utilizzare la tortura, deve aver ragionato proprio su questi casi estremi. Se la decisione di non usare la tortura è stata presa per le situazioni tranquille, salvo poi rimangiarsela alla prima situazione di pressione, allora è un paese poco serio.

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