Sentenza della Cassazione sulla detenzione di programmi abusivamente duplicati

Una sentenza veramente interessante quella pubblicata a fine anno, soprattutto l’ultima parte, vedi ad esempio qui. La detenzione da parte di un privato di programmi abusivamente duplicati non è punibile (rimane punibile la duplicazione abusiva).

Forse vale la pena di spiegare la questione della normativa CEE, che trovate commentata qui, nella quale mi ero già imbattuto occupandomi di firma elettronica in ambito europeo con il progetto R4eGov. Si tenga presente che non sono un giurista, quindi qualche termine o concetto può essere impreciso. Ogni paese può emanare delle normative tecniche il cui rispetto è obbligatorio per l’offerta di beni e servizi sul suo territorio.  Ad esempio, una caldaia deve rispettare determinati requisiti tecnici ed avere determinate certificazioni che ne garantiscono la sicurezza. Tuttavia i criteri tecnici possono essere una “scappatoia normativa” per far passare delle regole restrittive della libera circolazione delle merci e dei servizi: un paese potrebbe imporre che tutte le caldaie vendute  rispettino dei requisiti, magari di certificazione, che possono essere di fatto rispettati solo da prodotti di quel paese, magari perché incompatibili con quanto viene fatto in tutti gli altri paesi. Per evitare questo rischio, le normative tecniche devono essere preventivamente sottoposte all’UE, che può anche eventualmente bloccarle. Per il contrassegno SIAE, a quanto pare questo non è stato fatto, e si potrebbe quindi ipotizzare che tale obbligo  sia restrittivo della circolazione delle merci e dei servizi. Conseguentemente, le norme che vi fanno riferimento non possono essere fatte valere.

Posted in Uncategorized | Comments Off on Sentenza della Cassazione sulla detenzione di programmi abusivamente duplicati

Macchine virtuali e FUD

Da molto tempo vedo nelle macchine virtuali nel complesso più vantaggi per la sicurezza che svantaggi. Quando si parla di macchine virtuali e sicurezza invece, sento parlare quasi solo dei rischi. In questo specifico caso però, secondo me siamo arrivati al FUD puro e semplice. Questo post descrive un’operazione decisamente banale, ovvero copiare una macchina virtuale. È chiaro che chi amministra una macchina virtuale può, in generale, copiarla. Ma prima di tutto, è un amministratore della macchina virtuale, e quindi senza virtualizzazione probabilmente sarebbe l’amministrarore della corrispondente macchina fisica, e quindi potrebbe comunque copiarla… forse potremmo fare un post su come rubare i dati di un disco quando si hanno i permessi per farne un backup 😉 E senza lasciare tracce!

Invece, credo che la cosa si possa vedere da un punto di vista diverso: se servono meno amministratori per gestire dei server virtuali, rispetto ai corrispondenti server fisici, allora sono meno le persone di cui è necessario fidarsi, e diminuisce quindi la probabilità che, magari per mancanza di scelte migliori, uno di questi sia propenso a copiarsi i dati .

Posted in ict, Sicurezza | Tagged , , | Comments Off on Macchine virtuali e FUD

Frammenti di responsabilità

Un post di Cringely il cui primo punto, quello sulle applicazioni mobili, mi sembra molto interessante. Lo ricollego alla questione dei flash drive “bacati”, per i quali il NIST si sta probabilmente chiedendo se la sua certificazione non dovrebbe coprire, oltre al drive in sè, anche il software/driver al quale l’utente fornisce la password: il problema infatti a quanto pare è lì, mentre il drive di per sè cifra e decifra correttamente. Quando si parla di “perimetro che scompare”, di solito ci si riferisce alla minore efficacia del concetto di separazione tra rete aziendale e resto del mondo, e alle difficoltà conseguenti. Invece, ultimamente mi viene da pensare principalmente alla scomparsa di una definizione chiara delle responsabilità: ognuno è responsabile solo del proprio piccolo pezzo (non del software sul cellulare, non di quello che gestisce la password), ma in sistemi sempre più complessi e con molti (livelli di) intermediari, questo vuole dire che alla fine nessuno è responsabile di niente. Indovinate chi resta con il cerino in mano?

Posted in ict, Sicurezza | Comments Off on Frammenti di responsabilità