Perquisizioni online

Ne parla un articolo del Süddeutsche Zeitung. Anche in Germania la polizia svolge attività analoghe a quelle “sotto copertura” della nostra polizia postale. L’articolo dice però che potrà ora anche accedere ai computer dei sospetti direttamente online. Naturalmente, solo in caso di gravi sospetti e alla ricerca di pedopornografia o di istruzioni su come fabbricare bombe… la perquisizione online è possibile infatti solo per reati gravi come pedopornografia o terrorismo (sotto il quale ricade, immagino, il “possedere istruzioni su come costruire bombe”). Lo chiamano “uso offensivo della rete”. L’articolo non accenna neanche a come la polizia dovrebbe accedere.

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Da leggere

Un buon articolo di Ranum su un’ottimo documento di Feynman. Il secondo, soprattutto, è da leggere.

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Non sarà mica il modo di scrivere un articolo…

Da Information Weeek. A pag.3 si parla del Trusted Computing. Non viene nemmeno citato che la tecnologia sia molto discussa, e che ci siano non poche persone che si occupano di sicurezza che non sono minimamente entusiaste di una sua diffusione, a partire da Ross Andreson. Questo vuole dire che o l’autore dell’articolo non ne ha mai sentito parlare (e quindi si fa infinocchiare scrivendo tutto quello che gli raccontano), oppure sa e non ne parla, che è anche peggio. In ogni caso, questo mette in dubbio tutto quello che scrive nelle altre sezioni dell’articolo. E rende poco credibile l’autore in generale.

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